FAQs Scuola e formazione

Sono innamorata dell’insegnante. Che cosa posso fare?

Se sei innamorata di un insegnante, dovresti cercare di capire cos’è che lo rende così unico ai tuoi occhi. Forse, osservandoli più attentamente, riesci a trovare le qualità che apprezzi in lui anche nei tuoi coetanei o nei ragazzi più vicini a te di età. Potrebbe essere il suo lato paterno ciò che ti manca? Può anche semplicemente trattarsi di un’infatuazione e ciò non è nulla di preoccupante! Però devi essere consapevole del fatto che l’insegnante riveste un ruolo per il quale non gli è consentito ricambiare i tuoi sentimenti. Se lo desideri, puoi parlarne alle collaboratrici e ai collaboratori del Centro di consulenza pedagogica.

Già il pensiero degli esami mi fa paura. Che cosa posso fare per combatterla?

Molte persone hanno paura delle interrogazioni e degli esami. Spesso la paura scaturisce da una preparazione insufficiente. Per ottenere un buon livello di preparazione è necessario assistere attentamente e attivamente alle lezioni e fare domande in caso di dubbi e incertezze. Altrettanto importante è prendersi abbastanza tempo per studiare e ripetere spesso la materia studiata. Talvolta la paura si manifesta solo in alcune materie e con determinati insegnanti. Puoi confidarti con gli stessi per trovare una soluzione insieme. Forse è possibile trovare un’altra forma per verificare le tue conoscenze? Se sei una persona dal carattere molto pauroso in generale, puoi chiedere una consulenza al Servizio psicologico.

Il mio insegnante mi tratta ingiustamente e mi mortifica di continuo davanti ai miei compagni. Con lui non ne posso parlare. Come posso avere un aiuto?

Ogni persona ha il diritto di essere trattata con dignità e rispetto. Come tu porti rispetto al tuo insegnante e non lo offendi, per esempio insultandolo, anche lui ha il dovere di trattarti con rispetto. Se invece ti umilia ripetutamente, parlane con i tuoi genitori. Spiegheranno al tuo insegnante che il suo comportamento ti ferisce e ti fa soffrire. Se non ne puoi parlarne ai tuoi genitori, puoi rivolgerti alle collaboratrici e ai collaboratori del Centro di consulenza pedagogica, al servizio Young+Direct oppure al Garante per l’infanzia e l’adolescenza.

Il mio insegnante non mi capisce. Cosa posso fare?

Se hai la sensazione che il tuo insegnante non ti capisce, fatti coraggio e parlagliene. Probabilmente non si è nemmeno reso conto del fatto che ti senti incompreso. Se anche dopo il vostro dialogo chiarificatore la situazione non migliora, rivolgiti ai tuoi genitori o a un adulto di tua fiducia. Insieme penserete a una soluzione del problema. Eventualmente puoi rivolgerti alle collaboratrici e ai collaboratori del Centro di consulenza pedagogica, che offrono un servizio sportelli in alcune scuole.

I miei voti sono negativi

I brutti voti possono essere causati da molte cose, anche per gli insegnanti non è sempre facile comprenderne i motivi. Se i tuoi voti sono spesso negativi, cerca di capire a cosa ciò può essere dovuto: Forse studio troppo poco? Dovrei prepararmi meglio per le verifiche? Non riesco a concentrarmi? Non riesco a far fronte ai miei impegni? Mi sento oppresso per altri motivi o situazioni? Sicuramente gli insegnanti e i tuoi genitori te ne hanno già parlato. Sfrutta le opportunità offerte dalla scuola, come per esempio l’aiuto pomeridiano per i compiti. Gli insegnanti si impegnano per aiutarti e sostenerti. Dimostra loro che anche tu sei disposto ad impegnarti. Talvolta i voti negativi però sono un segnale. Potrebbero significare che hai un problema. E dunque importante che tu ottenga un aiuto e un supporto, perché avere brutti voti non sempre significa essere pigri o stupidi. Forse la scuola che stai frequentando non è quella giusta per te, non è adatta ai tuoi interessi e alle tue capacità, oppure potresti avere un disturbo dell’apprendimento. In questo caso gli insegnanti ti potranno aiutare in modo mirato. Se sei nell’incertezza, rivolgiti ai collaboratori e alle collaboratrici del Centro di consulenza pedagogica.

Ho sedici anni e vorrei lavorare. Sono ancora obbligata/o a frequentare la scuola?

In Italia l’obbligo scolastico dura fino ai sedici anni e l’obbligo formativo fino ai diciotto. Ciò significa che fino al compimento dei sedici anni bisogna frequentare una scuola, in seguito si può scegliere tra un istituto di formazione professionale oppure le scuole superiori fino ai diciotto anni. Oppure si può iniziare a lavorare frequentando contemporaneamente una formazione professionale. Informazioni più dettagliate le puoi ottenere all’Ufficio orientamento scolastico e professionale.

Non sono stato ammesso alla scuola che vorrei frequentare. Cosa posso fare?

Gli alunni in età di obbligo scolastico devono necessariamente essere iscritti a una scuola. Gli alunni e i loro genitori possono scegliere liberamente tra le varie scuole. I motivi per cui una scuola rifiuta un’iscrizione sono pochi. Se un colloquio nella scuola non dà il risultato desiderato, puoi richiedere l’iscrizione tramite una lettera raccomandata. La scuola deve dare una risposta per iscritto esprimendo gli eventuali motivi della non accettazione. Per ulteriori informazioni puoi rivolgerti al Centro Lingue di Brunico (0474/530186).

Mio figlio/Mia figlia ha frequentato nel frattempo il biennio di una scuola media superiore/di una scuola professionale, ma ora vuole lasciare la scuola e andare a lavorare. Come ci dobbiamo comportare noi genitori?

Accade relativamente spesso che, durante il loro percorso di istruzione e formazione, alunne e alunni abbiano dei ripensamenti e intendano abbandonare la scuola o cambiare scuola; la cosa può diventare problematica se diventa uno scontro frontale senza cedimenti da entrambe le parti. Una consulenza specifica può servire ad analizzare e chiarire meglio le differenti posizioni, i vari motivi e timori e per vedere se si riesce a trovare un punto di incontro, per cercare delle alternative o per aiutare a prendere una decisione.

Mio figlio/Mia figlia si lascia condizionare dai suoi amici nella scelta della scuola. Come mi devo comportare?

È importante parlare apertamente con il proprio figlio/la propria figlia e cercare di capire che cosa desidera veramente e in che misura si lascia condizionare dai suoi amici. Si possono chiarire questi aspetti anche in un colloquio di orientamento con l’Ufficio Orientamento scolastico e professionale della Provincia.

Mio figlio/Mia figlia vorrebbe abbandonare la scuola. In tal caso sono io a risponderne, visto che lui/lei è minorenne?

I genitori sono responsabili dell’adempimento del dovere di istruzione e formazione del proprio figlio/della propria figlia. In un colloquio di orientamento se ne possono illustrare le ragioni – preferibilmente in presenza del ragazzo/della ragazza – e valutare delle soluzioni per far sì che il minore adempia a questo suo dovere.

Come genitore vorrei informarmi sui possibili percorsi scolastici, universitari e professionali che si prospettano per mio figlio/mia figlia.

I genitori possono reperire informazioni di carattere generale (presentazione delle professioni, di percorsi scolastici e universitari ecc.) nel sito dell’Ufficio Orientamento scolastico e professionale o nelle varie infoteche presenti sul territorio. Inoltre possono partecipare agli incontri su varie tematiche che vengono organizzati regolarmente per loro.

Mia figlia/mio figlio disturba le lezioni in continuazione. Che cosa posso fare come genitore?

Cerchi di scoprire, parlando con gli insegnanti, in quali situazioni e in quali materie sua figlia/suo figlio disturba. Osservi il comportamento di sua figlia/suo figlio anche a casa e in altri contesti. Un comportamento di disturbo nella maggiore parte dei casi è un segnale di disagio. Forse sua figlia/suo figlio sta attraversando un periodo difficile oppure forse le/gli si sta chiedendo troppo o troppo poco. Si può rivolgere anche alle collaboratrici o ai collaboratori del Centro di consulenza pedagogica.

Vi sono delle alunne/degli alunni che disturbano continuamente le mie lezioni. Ho esaurito le mie risorse, a chi posso rivolgermi per ottenere aiuto?

Cerchi il dialogo con un collega o con una collega di fiducia e cerchi di capire se gli stessi alunni/le stesse alunne si comportano in modo analogo anche nel corso delle altre materie. Talvolta può essere utile anche parlarne con i genitori per cercare una soluzione insieme. Nel caso che desiderasse un sostegno nella conduzione della classe, lo può chiedere a colleghe/colleghi di sua fiducia oppure può rivolgersi alle collaboratrici e ai collaboratori del Centro di consulenza pedagogica.

Mio figlio/mia figlia litiga in continuazione con le compagne e con i compagni. Che cosa posso fare?

Attraverso il dialogo con gli insegnanti cerchi di capire da quali situazioni scaturiscono le liti. Osservi il comportamento di suo figlio/sua figlia anche in casa e negli altri contesti extrascolastici, facendo attenzione soprattutto al suo rapporto con gli altri bambini. È importante occuparsi del problema, mantenendo però allo stesso tempo l’oggettività. Non è produttivo reagire di impulso incolpando immediatamente gli altri bambini. Dovesse verificarsi che suo figlio/sua figlia è spesso coinvolto/a in liti anche in situazioni esterne alla scuola può trovare consiglio rivolgendosi al Consultorio Familiare.

Mio figlio/mia figlia è iperattivo/iperattiva?

La vivacità nei bambini non sempre è segno di iperattività. Colloquiando con gli insegnanti cerchi di capire in quali situazioni sua figlia/suo figlio è particolarmente irrequieta/o. Osservi sua figlia/suo figlio anche a casa e in altri contesti e situazioni. Dovesse notare anche in questi ambienti un comportamento particolarmente irrequieto è consigliabile richiedere una visita di controllo Servizio psicologico. Anticipatamente può rivolgersi alle collaboratrici e ai collaboratori del Centro di consulenza pedagogica.

L’alunna/l’alunno oltrepassa i limiti. Chi mi può aiutare?

Il dialogo o lo scambio con una collega o un collega di sua fiducia la può aiutare a capire se l’alunna/l’alunno presenta lo stesso comportamento disturbatore anche in altre materie. Osservando e monitorando bisognerebbe verificare da quali situazioni scaturisce il comportamento disturbatore e in quali situazioni invece l’alunna/l’alunno non si fa notare. Spesso è utile incontrarsi e parlarne con i genitori. Talvolta queste situazioni richiedono soluzioni individualizzate. Per un supporto si rivolga a colleghe/colleghi di sua fiducia oppure alle collaboratrici e ai collaboratori del Centro di consulenza pedagogica.

Mia figlia/mio figlio ha paura della scuola. Come posso aiutarla/aiutarlo?

La bambina/il bambino non vuole andare a scuola per la paura di esperienze negative o perché non riesce a staccarsi dalle persone di riferimento? Le collaboratrici e i collaboratori del Centro di consulenza pedagogica la aiuteranno a riconoscere le cause della paura della scuola e a elaborare un piano d‘azione per cercare di risolvere il problema.

Mia figlia/mio figlio di frequente marina la scuola.

Sua figlia/suo figlio ha paura dei compagni, degli insegnanti? Non riesce a far fronte agli impegni? O più semplicemente non ha voglia di andare a scuola? È fondamentale cercare il dialogo con sua figlia/suo figlio e con la scuola, e in caso di necessità rivolgersi alle collaboratrici e ai collaboratori del Centro di consulenza pedagogica.

Litigo continuamente con mia figlia/mio figlio a causa dei compiti da fare. Cosa posso fare?

Per molte famiglie i compiti rappresentano un problema. Non di rado influiscono addirittura sulla serenità della famiglia. Cerchi il dialogo con gli insegnanti per capire quali sono gli obiettivi da raggiungere attraverso lo svolgimento dei compiti. Forse, insieme, riuscirete a trovare una soluzione al problema. Non è molto sensato passare pomeriggi interi seduti accanto ai compiti da svolgere. É inoltre fondamentale che i compiti a scuola siano almeno controllati. Bisogna trovare un modo per strutturare lo svolgimento dei compiti e bisogna affrontare l’argomento in modo più obiettivo possibile. Può trovare aiuto e buoni consigli al Centro di consulenza pedagogica.

Mia figlia/mio figlio è diversamente abile. Ce la farà a frequentare la scuola?

Ogni bambino ha il diritto al sostegno scolastico idoneo alle sue capacità e alle sue possibilità. „Al centro di tutte le attività formative ci sono i bambini e i ragazzi nella loro unicità e nel loro rapporto con gli altri e con il loro ambiente. (…) Le alunne e gli alunni si accettano nella loro singolarità e si sostengono nel miglior modo possibile per aiutarli nell’acquisizione delle competenze previste.“ (Linee guida della Provincia). Un bambino diversamente abile ha il diritto al sostegno individuale atto a permettergli di raggiungere gli obiettivi a loro volta adattati alle capacità individuali dell‘alunno, espresse in un apposito documento di pianificazione, il piano formativo individualizzato. Anche i genitori collaborano alla redazione di tale documento. Dovessero essere gli obiettivi formulati non realisticamente raggiungibili, potranno essere riformulati e adattati alle effettive capacità dell’alunno. Se ciononostante i genitori dovessero avere l’impressione che il percorso sia troppo difficoltoso per il loro figlio, potranno sempre rivolgersi agli insegnanti. Per avere informazioni sulle norme di legge e sui diritti del loro figlio i genitori possono rivolgersi alle collaboratrici e ai collaboratori del Centro di consulenza pedagogica.

Mia figlia/mio figlio ha problemi nella lettura, nella scrittura, nella matematica …

Dovesse notare che la scrittura, la lettura o la matematica creano grandi difficoltà a suo figlio e che la situazione non migliora nemmeno nonostante un esercizio intenso, potrebbe trattarsi di un disturbo dell’apprendimento. Nonostante le capacità intellettive nella norma alcuni ambiti dell’apprendimento scolastico possono essere inibiti. Questo disturbo ha origini neurobiologiche. Forse ne ha già parlato con gli insegnanti, e questi hanno già pianificato dei provvedimenti di sostegno mirati e le è stata consigliata una visita presso il Servizio psicologico. E fondamentale far capire al bambino che non è uno stupido e che non ha nessuna colpa. Anche aumentando l’intensità degli esercizi, le difficoltà non spariscono completamente. A scuola gli insegnanti hanno la possibilità di aiutare suo figlio con dei sussidi didattici e di sostenerlo. Se dovesse desiderare delucidazioni riguardanti le norme di legge, può rivolgersi alla scuola o alle collaboratrici e ai collaboratori del Centro di consulenza pedagogica.

Mia figlia/mio figlio non riesce ad affrontare la scuola.

Ogni bambino è unico. Alcuni bambini apprendono i nuovi contenuti con più facilità, altri invece hanno bisogno di tempi più lunghi. Se però ha l’impressione che suo figlio sia in difficoltà, ne parli con gli insegnanti. Forse gli insegnanti gliene hanno già parlato. In questo caso è necessario cercare una soluzione insieme, una possibilità alternativa che possa rendere il percorso di suo figlio meno pesante. Forse suo figlio per svolgere i compiti ha bisogno di tempi più lunghi, o forse ha bisogno di ulteriori aiuti. Gli insegnanti sono impegnati per aiutare suo figlio nel migliore dei modi. Se malgrado l’aiuto i problemi persistono è consigliabile eseguire un test psico-attitudinale per accertarsi della eventuale presenza di un deficit da attenzione, una difficoltà della memoria o di altri ambiti importanti per l’apprendimento. Le difficoltà scolastiche possono tuttavia anche essere di altra natura. In caso di dubbio ne parli con gli insegnanti. Altrimenti può chiedere consiglio alle collaboratrici e ai collaboratori del Centro di consulenza pedagogica.

Nella mia classe ci sono alcuni bambini figli di emigranti che hanno difficoltà a seguire le lezioni per motivi linguistici. Come posso affrontare questa sfida?

L’insegnamento in gruppi di ragazzi eterogenei non è possibile senza differenziazione e senza una precisa programmazione delle lezioni. Le forme didattiche cooperative e la molteciplità di metodi facilitano la partecipazione alle lezioni anche agli alunni immigrati. I materiali didattici che offrono la possibilità dell’autocorrezione sono utili se in classe sono presenti alunni di più livelli. I bambini e i ragazzi hanno bisogno di tempo per apprendere la nuova lingua. Bisogna aiutare i ragazzi senza però pressarli troppo. Un programma individualizzato e la valutazione differenziata sono delle buone opportunità e necessità in questi casi. Per ulteriori informazioni si può rivolgere al Centro Lingue di Brunico (0474/530186).

Che cosa posso fare per mettere a proprio agio un alunno nuovo in classe/all’asilo?

Se il gruppo/la classe e gli assistenti pedagogici/gli insegnanti sono preparati all’arrivo di un bambino/ragazzo nuovo, insieme possono riflettere sul migliore dei modi per dare il benvenuto al nuovo alunno/bambino dell’asilo. La prima impressione ha carattere permanente ed essere accolti con simpatia è il presupposto migliore per un buon inizio. Eventualmente si può far intervenire un mediatore o una mediatrice culturale, molto utile soprattutto durante la prima fase dell’integrazione dei bambini migranti. Per ulteriori informazioni si può rivolgere al Centro Lingue di Brunico (0474/530186).

Un bambino/ragazzo immigrato è nuovo nella scuola. In quale modo si possono comunicare informazioni fondamentali a lui e ai suoi genitori se non hanno alcuna conoscenza della lingua tedesca o italiana?

La scuola e l’asilo hanno la possibilità di richiedere l’intervento di un mediatore interculturale o di una mediatrice interculturale che proviene dallo stesso paese di origine della famiglia e può quindi mediare e tradurre. E consigliabile pianificare la presenza del mediatore/della mediatrice in anticipo, di modo che sia presente già il primo giorno di scuola o di asilo. Così potrà chiarire immediatamente alcuni aspetti fondamentali fin dall’inizio. Per facilitare l’ingresso a scuola sono normalmente previste trenta ore e per l’ingresso all’asilo venti ore di presenza del mediatore. Per ulteriori informazioni si può rivolgere al Centro Lingue di Brunico (0474/530186).

I colloqui con i genitori immigrati talvolta sono difficoltosi. Cosa posso fare?

In vista di un colloquio con i genitori è bene avvalersi della presenza di un mediatore o di una mediatrice interculturale proveniente dallo stesso paese di origine della famiglia e solitamente quindi avente la stessa cultura e religione della famiglia stessa. Sarà il suo compito quello di mediare tra la scuola e i genitori o l’asilo e i genitori al fine di evitare fraintendimenti o per avere chiarimenti. Per ulteriori informazioni si può rivolgere al Centro Lingue di Brunico (0474/530186).

Dove posso informarmi sui corsi di lingue per le persone immigrate?

In val Pusteria i corsi di lingue per gli adulti immigrati sono organizzati dal centro di consulenza per gli immigrati Input della Caritas. Le persone che vorrebbero imparare il tedesco o l’italiano possono iscriversi, i corsi avranno luogo se sarà raggiunto un numero minimo di iscritti. Bambini e ragazzi immigrati e iscritti in una scuola possono frequentare i corsi del Centro Lingue. La scuola comunicherà agli alunni e ai loro genitori le informazioni necessarie. Per ulteriori informazioni si può rivolgere al Centro Lingue di Brunico (0474/530186).

Non so se iscrivere mio figlio/mia figlia alla scuola in lingua italiana o in lingua tedesca.

I genitori immigrati possono decidere liberamente se iscrivere il loro figlio/ la loro figlia a una scuola in lingua tedesca o in lingua italiana. È consigliabile preferire la scuola nella lingua conosciuta dai genitori, per facilitare i loro contatti con gli insegnanti o gli assistenti pedagogici. Inoltre è preferibile non cambiare la scuola durante il percorso scolastico. Per ulteriori informazioni si può rivolgere al Centro Lingue di Brunico (0474/530186).

Su quali aiuti può contare mio figlio a scuola?

Per gli alunni immigrati nelle scuole sono previste ore di alfabetizzazione. Il Centro Lingue offre anche dei corsi, sia durante l’orario scolastico, sia durante il tempo libero. Se necessario, gli insegnanti redigono un piano di studi individualizzato e anche la valutazione sarà differente. Per ulteriori informazioni si può rivolgere al Centro Lingue di Brunico (0474/530186).

Esistono delle possibilità per il mio bambino di imparare il tedesco o l’italiano anche al di fuori della scuola?

Anche nel tempo libero (pomeriggio o sabato) gli alunni immigrati possono frequentare i corsi di tedesco o d’italiano del Centro Lingue. Altre possibilità di contatto con la lingua tedesca o italiana sono la frequenza di una scuola di musica o di un’ associazione sportiva. Per ulteriori informazioni si può rivolgere al Centro Lingue di Brunico (0474/530186).

Vorrei esonerare mio figlio dalla lezione di religione. È possibile?

Può esonerare suo figlio dall’ora di religione. Per fare ciò si rivolga direttamente al preside/alla preside della scuola frequentata da suo figlio. Lui/ lei lo informerà sulle modalità da seguire per ottenere l’esonero.

Mio figlio può cambiare scuola?

In linea di massima suo figlio può cambiare la scuola. È comunque un passo che va sempre valutato con accortezza, perché potrebbe, soprattutto se avviene durante l’anno scolastico, portare dei problemi. In ogni caso è importante mettersi in contatto con il dirigente scolastico di suo figlio per chiarire le modalità operative. Dovesse avere delle incertezze, può rivolgersi ai collaboratori e alle collaboratici del Centro di consulenza pedagogica.

I compagni di scuola di nostra figlia dodicenne hanno diffuso pettegolezzi sul suo conto con il cellulare. Lei ne soffre molto. Noi genitori che cosa possiamo fare?

Purtroppo questo è un argomento che nel frattempo tocca in prima persona molti bambini e adolescenti. Infatti, situazioni simili sono molto frequenti e possono coinvolgere bambini e ragazzi sia come autori che come vittime. Quello che all'inizio magari era solo un brutto scherzo finisce per avere gravi conseguenze. Chi ne è colpito finisce per venire socialmente isolato, inizia a soffrire di problemi psicologici e a vivere momenti di stress e di disagio molto pesanti.

Per informazioni sulle situazioni a rischio legate all’uso incauto del cellulare o del web ci si può rivolgere alla Polizia Postale e al Centro Europeo Consumatori.

Polizia Postale Bolzano: Tel. 0471/531413, e-mail: poltel.bz@poliziadistato.it

Centro Europeo Consumatori: Tel. + 39 0471 980939

Come insegnante che cosa posso fare per seguire meglio gli alunni con ADHD?

Gli alunni con disturbi da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) fanno particolarmente fatica a concentrarsi e a impegnarsi con costanza. Per questo è importante incoraggiare i loro sforzi e cercare sempre di lodarli. Dato che i ragazzi con ADHD hanno bisogno di un maggiore controllo esterno, si dovrebbero dettare regole chiare e concordare dei segnali con cui fare loro presente che stanno disturbando. È molto utile cercare di instaurare un rapporto positivo con il bambino/la bambina.

A disturbare la lezione e a non stare attenti non sono solo gli alunni con ADHD. Come insegnante come riesco a capire se si tratta di ADHD?

Non è facile distinguere tra i comportamenti non riconducibili a qualche disturbo e quelli rientranti in una sintomatologia ADHD conclamata. Tipici sintomi di ADHD sono la facilità a distrarsi, difficoltà di concentrazione nonostante l'evidente voglia di fare bene, ma anche impulsività e iperattività. Questi sintomi si manifestano in atteggiamenti quali la tendenza a parlare ad alta voce durante la lezione, difficoltà a restare fermi e seduti al proprio posto, anche se l'alunno/l'alunna conosce e sostanzialmente rispetta le regole di comportamento in classe. Una diagnosi sicura può essere effettuata comunque solo da un/una pediatra o da uno/una psichiatra dell'età evolutiva.

Dieser Post ist auch verfügbar auf: Tedesco, Latino