FAQs Violenza e abuso

Che cos’è l’abuso sessuale?

Esiste l’abuso con o senza contatto fisico. Si tratta di abuso sessuale senza contatto fisico quando un adulto, uomo o donna, o un giovane ti manda per email o sms fotografie di nudi o fotografie rivoltanti, oppure ti incita a fare dell’autoerotismo oppure a guardare film pornografici; se ti obbliga a guardare mentre un uomo adulto, un giovane o una donna fa dell’autoerotismo o se ti fotografa o ti filma nudo. Si tratta di abuso sessuale con contatto fisico se un adulto o un giovane ti tocca nelle parti intime, ti convince a fare sesso, ti violenta oppure ti convince o ti obbliga a fare atti sessuali con altre ragazze/ragazzi/adulti. L’abuso sessuale è perseguibile dalla legge. Il colpevole approffitta della sua posizione di potere e autorità per soddisfare i propri bisogni, a discapito del bambino o del giovane.

Chi sono i colpevoli?

Il più delle volte i colpevoli sono persone normalissime. Si comportano in modo amichevole e collegiale, spesso sembrano essere molto simpatici. Il loro abuso è di solito frutto di una ben precisa pianificazione, con l’obiettivo di creare situazioni favorevoli ad un avvicinamento discreto del bambino o del giovane. Frequentemente si tratta di persone conosciute, appartenenti alla cerchia degli amici oppure imparentate; possono anche provenire dall’ambito scolastico, dalle associazioni sportive, dall’ambiente ecclesiastico, raramente sono persone completamente sconosciute. Utilizzano trucchi o strategie per attirare i bambini e i giovani nella loro trappola per sfruttarli poi sessualmente. Di solito minacciano la vittima affinché non racconti a nessuno dell’accaduto. Alcuni bambini o ragazzi si vergognano di raccontare il loro segreto, quindi il colpevole aumenta ancor di più il suo potere su di loro.

Che cosa posso fare nel caso di abuso sessuale?

Se sei nel dubbio di essere vittima di abuso sessuale, confida nei tuoi sentimenti, sicuramente il tuo cuore ti dirà se c’è qualcosa che non va bene. Hai il diritto di decidere chi ti può toccare e chi invece no. Rifletti e cerca tra i tuoi conoscenti una persona con la quale puoi confidarti. Forse hai una buona amica o un buon amico o una persona adulta di fiducia, con la quale puoi parlare della tua situazione. Se la persona alla quale hai scelto di confidarti non ti crede, cerca un’altra persona con la quale parlare. Anche se il molestatore ti proibisce di raccontare l’accaduto non devi farti intimorire da lui. Non avere paura, HAI IL DIRITTO DI PARLARNE CON GLI ALTRI e di chiedere aiuto. Rivolgiti a una persona di fiducia o a un centro di consulenza e chiedi aiuto.

I miei genitori mi picchiano.

I genitori non dovrebbero picchiare né i loro figli né nessun altro. Cerca di spiegare loro che ti fanno del male e che questa cosa non ti è gradita. Forse anche loro da piccoli sono stati picchiati e pensano che sia normale crescere i figli in questa maniera. Se non ti ascoltano e la cosa si ripete confidati con un adulto della tua famiglia o della scuola e chiedi il loro appoggio. Puoi anche rivolgerti al Garante per l’infanzia e l’adolescenza.

Durante il tragitto per andare a scuola i compagni mi picchiano.

Forse hai un amico o un compagno che ti può accompagnare e proteggere. Confidati comunque al più presto con i tuoi genitori o con un’altra persona di fiducia. Anche le collaboratrici e i collaboratori del Centro di consulenza pedagogica oppure di Young+Direct ti ascoltano volentieri. Non è assolutamente accettabile che tu non possa raggiungere la scuola senza problemi!

I ragazzi spesso toccano il mio seno.

Dì loro con fermezza che non vuoi che ti tocchino. Il tuo corpo è tuo come tua è la decisione di chi lo può toccare, dove lo può toccare e quando lo può toccare. Cerca aiuto in un’amica. Forse in due riuscirete a fermare i ragazzi che t’importunano. Altrimenti puoi confidarti con i tuoi genitori, con un insegnante oppure con le collaboratrici e i collaboratori di Young+Direct. Non accettare semplicemente la situazione!

In classe mi prendono in giro.

Confidati con i tuoi genitori o con un insegnante e racconta loro di come ti senti e delle situazioni nelle quali ti prendono in giro. Andranno sicuramente a fondo del problema e ti daranno un sostegno. In molte scuole ci sono insegnanti di fiducia oppure i collaboratori e le collaboratrici del Centro di consulenza pedagogica che organizzano ore di ricevimento per parlare di questi problemi. Puoi rivolgerti anche a loro.

La mia amica del cuore ha sedici anni e i suoi genitori la picchiano. Sua madre le ripete continuamente che non era una figlia desiderata. Questa situazione distrugge la mia amica, che cosa può fare?

Picchiare i figli, anche se accade a scopo educativo, è proibito e può addirittura essere punito dalla legge. Alcuni genitori pretendono obbedienza e sottomissione dai loro figli fino a che vivono sotto allo stesso tetto dei genitori. La legge tuttavia prevede che i figli assumano anche delle responsabilità. Da ciò molti giovani deducono che i genitori devono avere sempre meno influenza su di loro. Non è esattamente così. S’intende che i genitori dovrebbero coinvolgere i figli nelle loro decisioni e in questo modo aiutarli nel loro sviluppo e nella loro maturazione. Se la tua amica subisce dei maltrattamenti da parte dei genitori, può rivolgersi a un Garante per l’infanzia e per l’adolescenza o ai Servizi sociali. Le collaboratrici e i collaboratori di tali servizi ne parleranno con lei e le offriranno un aiuto.

Credo che un mio alunno/una mia alunna sia vittima di maltrattamenti

Se ha il sospetto che una Sua alunna/un Suo alunno subisca maltrattamenti da parte di adulti o dei genitori, è tenuta/tenuto a segnalare il suo caso ai Servizi sociali. Può anche rivolgersi informalmente ai Servizi sociali prima della segnalazione.

Ho il sospetto che una mia alunna/un mio alunno sia vittima di abusi sessuali

Se ha il sospetto che una Sua alunna/un Suo alunno subisca abusi sessuali, può rivolgersi al Servizio Psicologico. Il Servizio si avvale di un team che può fornire una consulenza specifica. In un simile caso sussiste l’obbligo di segnalare i propri sospetti ai Servizi sociali.

Mio figlio/Mia figlia è vittima di mobbing da parte di un’insegnante

Se ha l’impressione che Suo figlio/Sua figlia sia vittima di mobbing da parte di un’insegnante, è meglio non parlare dei Suoi sospetti davanti a Suo figlio/Sua figlia; prenda però sul serio le sue affermazioni e fissi un appuntamento con l’insegnante per sentire il suo punto di vista e illustrare la situazione riferita da Suo figlio/Sua figlia. Anche se non si trattasse di mobbing in senso stretto (settimane o mesi di umiliazioni e offese allo scopo di isolare il ragazzo/la ragazza), umiliazioni, insulti o brutte figure non vanno bene. Può anche rivolgersi al Centro di consulenza pedagogica per prepararsi al meglio al colloquio con l’insegnante.

Mia figlia/Mio figlio è vittima di mobbing da parte dei suoi compagni di scuola. Come posso aiutarla/aiutarlo?

Si rivolga all’insegnante di classe e cerchi di scoprire se anche lei/lui ha notato qualche episodio. Cerchi di scoprire insieme all’insegnante da cosa potrebbe dipendere. La scuola ha la possibilità di realizzare diversi progetti di prevenzione con l’intera classe o progetti per rafforzare l’autostima dei ragazzi, oppure può anche chiedere l’intervento della psicologa della scuola. È anche possibile avviare un percorso di sostegno psicologico.

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